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Vegan Italy Blog

Ho sposato un non vegano!

Ho sposato un non vegano!

29/08/2016

Attrice, coach, vegana, attivista e ambientalista: Alexandra Paul, atletica ex bagnina di Baywatch, è anche la moglie felice di un non vegano, e ci svela tutti i segreti per far funzionare una convivenza apparentemente impossibile e che invece dura da 20 anni.
«Primo: Ian e io ci accettiamo per come siamo e non cerchiamo di cambiarci. Nei nostri voti nuziali, Ian e io abbiamo aggiunto la frase: “Ti lascerò essere te stesso”, ed è quello che cerchiamo di fare.
Secondo: ci “celebriamo” ogni giorno, ovvero ci ripetiamo spessissimo quanto ci ammiriamo, amiamo e rispettiamo l’un l’altro, e perché. Un dialogo amorevole e positivo è un  prodigioso toccasana per la vita di tutti i giorni, e alimenta la nostra felicità. Evidenziamo sempre i pregi reciproci senza soffermarci sui difetti, mai».
Per par condicio, abbiamo chiesto anche a Ian Murray, il marito “non vegano”, come ha vissuto la sua parentesi vegana: «Mangio carne perché sono ancora attaccato alla credenza che sia un alimento di cui l’essere umano ha bisogno, in particolare gli atleti come me. Inoltre, la carne riveste un ruolo importante nella cultura americana, la diamo per scontata, quindi sarebbe più difficile “sbarazzarsene”. Quando ho provato a diventare vegano per tre settimane, ho spalancato gli occhi su un modo totalmente differente di mangiare: mi sono informato, sono diventato più consapevole, mangiavo di più ma ho perso peso... Vado fiero di quel periodo! Ma ho ancora paura che, se cambiassi del tutto, la mia dieta diventerebbe troppo restrittiva, perciò per il momento... resisto, ma lasciando la porta aperta». ...

La musica, l'arte, la natura

La musica, l'arte, la natura

25/08/2016

Artista poliedrico e curioso, legato alla sua terra ma anche capace di attraversare mode e mondi restando sempre sulla cresta dell’onda, Red Canzian dei dei Pooh è orgoglioso e felice della sua scelta etica e vegana: per lui è una bandiera, da sventolare con dolcezza. Ma come è diventato vegano? Ecco cosa racconta in una intervista su Vegan Italy di settembre. «Sono diventato vegano a tappe, come tante persone che conosco: ho cominciato vent’anni fa, per motivi salutistici, a eliminare la carne e tutti i suoi derivati, ma ho continuato a mangiare uova, formaggi e pesce, anche per quella grande passione per la pesca che mi aveva trasmesso papà fin da bambino.
Poi, un bel giorno dell’estate 2009, mentre ero su un torrente di montagna a pescare, e dopo aver catturato una bellissima fario, tutta punteggiata di rosso e nero, che mi guardava come a dire: «Ma io cosa ti ho fatto?», ho deciso che era arrivato il tempo. Innanzitutto, il tempo per liberare quella povera trota, ma anche il tempo per cambiare, nel rispetto di tutti gli esseri viventi.
E da allora sto bene con me stesso, sono più sereno, la pesca non mi manca e io... di sicuro non manco ai pesci!»
Il suo motto? «Dobbiamo diffondere con dolcezza il pensiero vegano, lasciando poi al prossimo la possibilità di scegliere» ...

Io e la natura

Io e la natura

23/08/2016

«Fin da bambina ho sempre avuto un amore viscerale per la natura: quando andavo in campagna rimanevo sdraiata per ore sul prato per osservare un filo d’erba o il volo degli uccelli. La natura mi ha sempre affascinata, i suoi profumi, i colori… la sua perfezione. Ancora oggi mi capita di rimanere incantata dalla sua magia. Succede ogni volta che faccio germogliare dei semi da aggiungere alle mie ricette, oppure quando accostando dei semplici ortaggi riesco a cogliere un’armonia di colori che nulla ha da invidiare a un quadro d’autore».

Oggi, diventata grande, Licia Calia è uno chef che ha fatto di questo amore per la natura il suo faro nella vita. Ha fatto esperienza in diversi alberghi e ristoranti, ma le soddisfazioni maggiori le ha avute dopo aver abbracciato la scelta vegana, quando ha potuto toccarne con mano l’originalità, sperimentando sapori e ingredienti nuovi, nel rispetto degli animali, del pianeta e della salute delle persone. Non solo, la scelta veg è stata uno stimolo professionale in più, una sfida alla ricerca di nuovi accostamenti nel solco della tradizione mediterranea, già ricca di pietanze e ingredienti vegetali. Dal 2011 conduce anche corsi di cucina vegana e organizza eventi e cene a domicilio.
La svolta professionale di Licia avviene grazie all’incontro con Renata Balducci, presidente di Assovegan. Dopo avere superato una speciale selezione, Licia è diventata docente di VeganLab e insieme ad Assovegan, di cui è divenuta socia e ambasciatrice, organizza corsi di cucina e show cooking. Nel 2014 e nel 2015 ha coordinato i cuochi che hanno partecipato alle manifestazioni del Veganfest.
Su Vegan Italy di agosto trovate alcune delle sue originali e sfiziose ricette.   ...

Il segreto della longevità

Il segreto della longevità

19/08/2016

Michael Greger è un medico insolito, allegro e dalla vitalità coinvolgente. Il suo metodo, “NutritionFacts”, è basato su un’alimentazione sana e naturale, priva di prodotti animali e raffinati, e promette di farci vivere a lungo e in salute.
Membro fondatore e Fellow dell’American College of Lifestyle Medicine, Michael Greger, MD, è autore best seller New York Times e conferenziere riconosciuto a livello internazionale su nutrizione, sicurezza alimentare e salute pubblica. Laureatosi alla Cornell University School of Agriculture e alla Tufts University School of Medicine, attualmente è direttore della salute pubblica presso l’organizzazione The Humane Society of the United States. È ideatore e fondatore della community NutritionFacts.org, sempre aggiornata e seguita da milioni di persone.
Ma com’è nato il progetto “NutritionFacts” e di cosa si occupa? Lasciamo che sia lui stesso a spiegarcelo…
«Ho lanciato il sito nel 2001, grazie a un finanziamento della fondazione Julie and Jesse Rasch. Fresco di scuola medica, ogni quattro anni tenevo conferenze a qualsiasi associazione
studentesca di medicina negli Stati Uniti, nonché in college, biblioteche locali, chiese...
Non mi fermavo mai. Ho realizzato che essere presenti on line sarebbe stato più efficace a livello di tempo e risorse: ora posso raggiungere milioni di persone, in tutto il mondo». ...

Involtini di melanzana

Involtini di melanzana

16/08/2016

Fatti tentare da un involucro morbido di melanzana, con la sua buccia liscia e lucida, per poi abbandonarti a un cuore ghiotto e croccante. I profuni e i sapori poi sono quelli dell'estate: capperi, origano, semi di girasole e, naturalmente, la melanzana. E pensare che appena giunta in Europa, le venne dato il nome latino di “mala insana”, per indicare un frutto pericoloso per la salute. Ma quando mai, ecco la ricetta dei nostri fantastici involtini. Ingredienti per 4-6 persone (25 involtini)
- 2 melanzane viola 
- 100 g di pane senza glutine 
- 30 g di semi di girasole 
- 1 cucchiaio di capperi dissalati 
- 1 cucchiaino di sale integrale 
- 1 cucchiaino di origano essiccato 
- semi di girasole tritati a piacere 
- olio extravergine di oliva a piacere Preparazione
Lavate le melanzane e con l’aiuto di una mandolina affettatele nel senso della lunghezza
con uno spessore di 3 mm. Preriscaldate
il forno a 180°C. Adagiate le fette di melanzana su 2 o più teglie foderate con carta da forno e spennellate la superficie con poca acqua. 
Infornate e cuocetele 10 minuti. Poi sfornatele e lasciatele raffreddare
completamente.
Mettete nel robot da cucina il pane, in modo da ottenere un trito grossolano; versatelo in una padella antiaderente e tostatelo a fuoco vivace. Tritate i capperi, uniteli al pane e fate insaporire alcuni minuti in padella a fuoco vivace. Versate il composto in un piatto e tenete da parte.
Scegliete le fette di melanzana più grosse e perfette, in modo da ricavarne 25. Tritate nel robot da cucina le rimanenti e versatele in padella. 
Fate asciugare a fuoco vivace, insaporite con l’origano e salate. Unite il composto di pane e capperi, assaggiate e salate solo se necessario, amalgamando gli ingredienti. Proseguite la cottura qualche istante, poi lasciate intiepidire.
Distribuite 1 cucchiaio di trito croccante su ogni fetta di melanzana, lasciando vuota la parte finale. 
Arrotolate strettamente terminando con la parte libera dal ripieno e adagiate gli involtini in una teglia sul lato in cui sono chiusi. Preriscaldate il forno a 180°C.
Ultimate la preparazione con un filo di olio extravergine di oliva sugli involtini e spolverizzando sulla superficie i semi di girasole tritati. Infornate e cuocete 10 minuti.
Sfornate, lasciate intiepidire e servite, completando con un filo di olio extravergine di oliva. Preparatene in abbondanza, uno tira l’altro, garantito! ...

Un amico è per sempre

Un amico è per sempre

10/08/2016

Il tema dell’abbandono di animali ha sempre avuto un ruolo importante nel dibattito culturale italiano.
Eppure, nonostante a parole siano tutti d’accordo nel definirlo un gesto vigliacco e disumano, i dati pongono interrogativi seri. Il picco si registra sempre in estate: parliamo di oltre il 30% degli abbandoni totali, che avviene a ridosso di quelle vacanze che potrebbero essere minacciate dalla presenza di un povero quattro zampe. L’esito finale è impressionante: circa l’80% degli animali abbandonati non sopravviverà, soprattutto a causa di incidenti, fame o maltrattamenti. 
Secondo un recente monitoraggio, legato al controllo del randagismo, sarebbero circa 130 mila gli animali abbandonati durante l’arco di un anno, la metà dei quali nei mesi di giugno, luglio e agosto. Facendo un rapido calcolo, potremmo affermare che durante questi tre mesi, sono circa 20 mila ogni mese gli animali abbandonati. 600 al giorno. Sono cifre terribili!
Negli ultimi tre anni si è registrata una diminuzione degli abbandoni, grazie anche al lavoro delle associazioni che per anni si sono battute per ottenere una legge che punisse severamente chiunque fosse colto sul fatto. L’Art. 727 del codice penale, infatti, fa rientrare l’abbandono di animali tra i reati penali, con sentenze fino a un anno di reclusione.
Se da un lato la diminuzione di abbandoni si può inquadrare in un ambito più ampio di intervento e di impegno delle associazioni, sicuramente l’aspetto culturale è ancora il punto centrale della questione, perché solo un vero cambio di mentalità potrà fermare questa infamia, e su questo punto, c’è ancora tanto da lavorare.
La strada resta quella tracciata dalle maggiori associazioni animaliste, come ENPA, LAV e OIPA, che hanno prodotto e producono materiali educativi e divulgativi capaci di coinvolgere emotivamente il pubblico.     ...