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Vegan Italy Blog

La mia vita da vegatleta

La mia vita da vegatleta

29/05/2017

Nel mondo sportivo l’alimentazione è spesso un’ossessione, fatta di controlli quotidiani, parametri, cibi o rinunce obbligate. Perché il corpo di un atleta è uno «strumento di lavoro» che va mantenuto nella massima efficienza. 
Lo sa bene Antonella Bellutti, che fin da giovanissima si è trovata catapultata in un ambiente dove ogni decisione era finalizzata alla performance. Classe 1968, eptathleta e ostacolista di talento, conquista la medaglia d’oro nel ciclismo su pista in due edizioni successive dei Giochi olimpici (Atlanta ’96 e Sydney 2000). È l’atleta più polivalente della storia sportiva italiana, l’unica che abbia fatto parte della squadra nazionale assoluta di tre federazioni diverse (FIDAL, FCI, FISI). Lasciato l’agonismo, ora si dedica alla passione per l’avventura e la natura praticando sci alpinismo, yoga, arrampicata, corsa e mountain bike. Vive in Trentino, nel parco naturale Adamello-Brenta, dove ha riportato in vita la locanda dei bisnonni con la compagna di vita, Viviana Maffei.



La vita è come andare in bicicletta… (Sonda, 2017) è la sua autobiografia alimentare: ricordi e riflessioni come tappe di un lungo viaggio, tessere del mosaico della storia di un’atleta eccezionale, che ha trovato il coraggio di sfidare lo status quo di un ambiente fin troppo rigido per seguire la propria natura. Più di un’autobiografia, più di una guida sull’alimentazione etica e consapevole, più di una testimonianza sulle luci e le ombre dello sport agonistico, più della storia di una rinascita: un libro schietto e appassionante, che arriva dritto al cuore.
«Mi sono sempre sentita orientata al vegetarismo» confessa Antonella « Abbandonata l’attività agonistica, lo abbracciai completamente.
L’unica barriera che mi separava dal veganismo era la mia «latticinodipendenza», che non volevo mettere in discussione. Fu Viviana, la persona con cui condivido la mia vita, a prendermi in contropiede.
Come spesso succede a chi abbraccia la scelta vegana per motivazioni etiche, lei, da sempre carnivora, cambiò senza ripensamenti da un giorno all’altro e mi provocò, facendomi notare che il vegetarismo era una «non» scelta: una posizione che non aveva senso né per ragioni etiche né salutistiche.
Mi mise con le spalle al muro e iniziai a informarmi: aveva ragione su tutto e mi vergognai molto per la mia ottusità.
«Disintossicarmi» fu più semplice del previsto, aiutata anche dal fatto che eliminare i latticini mi regalò immediatamente un’incredibile efficienza fisica.
Era il 2009. Da qualche anno non gareggiavo più, ma non per questo il mio fisico aveva smesso di essere sotto pressione, anzi: finalmente, ero libera di dedicarmi a tutte le discipline che amavo ma che la specializzazione agonistica mi impediva di praticare, per esempio lo sci alpinismo, l’arrampicata, la mountain bike. E di farlo nei viaggi in giro per il mondo che ho condiviso con Vivi
».
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Mi piaci, ti posto, ti voto

Mi piaci, ti posto, ti voto

26/05/2017

Grazie a Internet, valutare e recensire ristoranti e locali è diventata una moda e molti ristoratori sono sensibilissimi a queste segnalazioni. Scopriamo insieme come farlo in modo imparziale, ispirandoci alle linee guida dei veri critici gastronomici. Ma quali sono allora gli elementi da tenere in considerazione per giudicare al meglio un locale? Dalla prenotazione all’accoglienza, appena entrati questi sono i primi elementi che devono essere presi in considerazione in una seria valutazione. Il menu e la carta dei vini dovrebbero essere facilmente leggibili, ben organizzati ed esaurienti mentre la professionalità del cameriere deve contare in modo decisivo perché spesso è proprio lui il biglietto da visita del locale.
E finalmente si mangia. Con il primo assaggio bisogna capire se i sapori sono ben bilanciatie decisi; fate attenzione in particolare se gli ingredienti secondari accompagnano o contrastano quello principale.
Il piatto è come dovrebbe essere? Provate anche a compararlo con piatti simili che avete assaggiato in altri ristoranti. Da non trascurare l’ambiente e il profumo (possibilmente non di fritto) senza farsi influenzare dal budget: non servono grandi capitali per  creare un ambiente confortevole, piacevole e di buon gusto, coerente con l’offerta del locale e le aspettative ed esigenze dei clienti.
Sperando che il conto non presenti sorprese, siete ora pronti a ripensare alla vostra esperienza e raccogliere le vostre impressioni. Ma attenzione! Anche ai migliori locali può capitare una serata «storta». Quindi, se ne avete l’occasione e la voglia, tornateci, magari per dargli una seconda possibilità. ...

Anima vegan

Anima vegan

25/05/2017

Vegan Italy di maggio ci accompagna alla scoperta della fucha ryōri, elaborazione stilistica tutta nipponica della millenaria cucina vegetariana buddista, la più antica, tradizionalmente vegana. Vicino al tempio Saitoku-in e in attività da più di 50 anni, il ristorante Bon (tanto per fare un esempio) offre il meglio della cucina fucha ryōri. Qui si viene accolti sempre con un sorriso (ma la prenotazione è d’obbligo), si lasciano le scarpe all’ingresso e si è condotti in stanze private in stile giapponese. Chiusa la porta scorrevole, si apprezzano in silenzio la decorazione dell’alcova e il piccolo giardino interno. Il cibo è rigorosamente stagionale, com’è sempre nella cucina zen. E così, in primavera, dopo il tè di fiori di ciliegio e dopo aver ordinato il delizioso umeshu (vino di prugne) e il tè kukicha che accompagneranno il pasto, inizia la successione dei vari piatti, serviti con cura e diligenza dai camerieri in kimono.

E il viaggio è appena iniziato… ...

Gran Tour vegan

Gran Tour vegan

22/05/2017

Sulla classica rotta del Grand Tour, da Londra a Roma, Vegan Italy di maggio propone sette tappe tra i migliori locali vegan d’Europa, parlando con ristoratori appassionati dediti alla promozione del veganismo e del rispetto degli animali attraverso una cucina golosa, etica e buona per tutti. E per ogni tappa una ricetta da leccarsi i baffi….
Che ne dite ad esempio della torta Foresta Nera, un classico della pasticceria tedesca, in versione totalmente cruelty-free?
Ingredienti per 8 persone PER IL PAN DI SPAGNA 
- 450 g di farina 0
- 350 g di zucchero
- 500 ml di acqua
- 125 ml di olio vegetale neutro (di girasole  o di mais)
- 8 cucchiaini di lievito bio in polvere
- 4 cucchiai di cacao amaro.  PER IL RIPIENO 
- 1 bicchiere di ciliegie snocciolate
- 100 g di zucchero
- 25 g di amido di mais  PER LA DECORAZIONE 
- 500 ml di panna da montare vegan ben fredda
- cioccolato fondente grattugiato
- ciliegie fresche  o candite   Preparazione PREPARATE IL PAN DI SPAGNA
Lavorate nel mixer tutti gli ingredienti previsti e versate il composto in uno stampo a cerniera oliato e infarinato. Cuocete 25 minuti in forno caldo a 180°C, controllando con uno stecchino se è ben cotto. Estraete e lasciate raffreddare.

PREPARATE IL RIPIENO
Fate bollire le ciliegie con lo zucchero. Mescolate l’amido di mais con l’acqua fredda, aggiungetelo alle ciliegie bollite e addensate rimestando continuamente. Montate la panna con uno sbattitore elettrico. Tagliate a metà il pan di Spagna con un grosso coltello affilato e spalmate il composto di zucchero e ciliegie sulla metà inferiore. Chiudetela con la metà superiore e, con l’aiuto di una spatola, coprite di panna tutta la torta. Decorate i bordi esterni e la parte superiore con il cioccolato. Terminate con riccioli di panna montata (ottenuti con un sac à poche con bocchetta a stella) e ciliegie fresche o candite. ...

Sapere e potere

Sapere e potere

18/05/2017

Mai proverbio fu più adatto per i viaggi vegan-style. Il nostro inviato speciale, Yari Simone Prete, il mondo lo ha girato in largo e in lungo e di consigli e «dritte» da suggerire ne ha raccolte parecchie, tanto da poter scrivere una guida ragionata (in chiave veg) per superare (quasi) ogni ostacolo in scioltezza e trasformare i nostri viaggi, dovunque essi siano, in un’esperienza indimenticabile e senza stress. Qualche esempio? Prima di partire, è sempre una buona idea fare un po’ di ricerche sulla vostra destinazione. In particolare, conviene informarsi su quelle che sono le abitudini alimentari locali, sia per capire se ci sono piatti tradizionali naturalmente vegan, sia per quanto riguarda gli eventuali ingredienti nascosti, che potrebbero celarsi dietro un piatto all’apparenza vegetale. È il caso per esempio dello strutto, utilizzato spesso nei prodotti da forno (anche da noi, purtroppo), o il brodo di pesce, in cui vengono cotti tofu e verdure in Giappone o nel Sud-est asiatico, o ancora il ghee, il burro chiarificato, usato in India nei soffritti. È bene saperlo, per poter porre le giuste domande ed essere certi che quello che vi viene servito sia effettivamente vegan. Informatevi anche su negozi e ristoranti e includeteli nel vostro itinerario, localizzandoli su Google Maps. Mal che vada, troverete sempre almeno un negozio o un mercato in cui acquistare frutta e verdura (in Paesi con condizioni igieniche carenti, sempre meglio limitarsi alla frutta non contaminabile come le banane). Altra opzione sono i supermercati, dove ormai si trovano facilmente frutta e verdura confezionata già lavate e tagliate. ...

L’ultimo spettacolo

L’ultimo spettacolo

15/05/2017

Nel mondo, sempre più governi hanno preso posizione contro lo sfruttamento degli animali nei circhi, proibendoli per legge. Anche in Italia qualcosa si muove, grazie all’intervento della Lav e delle altre associazioni di protezione degli animali, come ci racconta su Vegan Italy Gaia Angelini, responsabile dell’area Animali esotici. Ma cosa ha spinto la Lav a indagare la realtà attuale dei circhi con animali? «Abbiamo riscontrato una forte obsolescenza in materia giuridica: la normativa sull’utilizzo degli animali nei circhi in Italia risale al 1968 e non è mai stata sostanzialmente aggiornata con gli sviluppi della scienza e della cultura. La legge 337 sui circhi del 1968 non entra nel merito di come trattarli, di cosa fare e non fare nelle specifiche situazioni, di quali specie più a rischio tutelare.
Dopo 50 anni di inattività, il governo ha deciso di presentare un disegno di legge sullo Spettacolo dal Vivo (DdL 2.287 bis) che include la graduale dismissione dell’utilizzo degli animali nei circhi, così come già messo in pratica da più della metà degli Stati dell’Unione europea e da 50 Stati nel mondo, tra cui la maggioranza dei Paesi del Sud America. Il disegno di legge è attualmente all’esame del parlamento e speriamo che possa essere approvato entro la fine del 2017». ...

Una locanda speciale

Una locanda speciale

11/05/2017

Nel cuore del parco naturale Adamello-Brenta, ecco la locanda Itinerande, gestita da due donne speciali: Viviana Maffei, scialpinista-freerider, e Antonella Bellutti, biolimpionica nel ciclismo su pista. Ed è proprio quest’ultima, nella sua autobiografia La vita è come andare in bibicletta..., a raccontarci come l’ha ereditata dalla famiglia, e come ha saputo darle nuova vita. «Quando abbiamo aperto», confessa Antonella «c’era molto scetticismo intorno a noi: il posto sperduto, la ristorazione vegana, nessuna attrattiva che stimoli il turismo. Abbiamo lavorato sodo per farcela. Per noi, questa locanda, piccola attività di affittacamere con ristorazione vegana, era un microcosmo in cui esternare tutto ciò che avevamo tenuto dentro fino a quel momento; per gli ospiti, un luogo in cui poter percepire le nostre esperienze di vita come una piacevole occasione di riflessione.
Andogno era proprio lo scenario perfetto: un ambiente per nulla sfruttato, fuori dal tempo. Un balcone sul torrente Ambiez, immerso in una natura meravigliosamente selvaggia. Circondato dal nulla, un po’ come per i rifugi. Il paese conta 39 anime e non c’è un negozio, un bar, niente. Tutto è come cent’anni fa. Per noi e chi, come noi, ama gli sport di montagna è un luogo ricchissimo». ...

Happy Cow, Happy World!

Happy Cow, Happy World!

08/05/2017

Da un’intuizione semplice ma geniale, è nata HappyCow, (www.happycow.net) la più grande community del Web, che raccoglie tutti i locali vegetariani e vegani del mondo: il paradiso di ogni amante del cibo buono e sano! Eric Brent, di professione «viaggiatore», ci racconta com’è nata, e come gli ha cambiato la vita.

«Sono vegano dal 1991. In quegli anni, era davvero difficilissimo trovare locali vegan dove mangiare e poiché viaggiavo molto sentivo la mancanza di un servizio come HappyCow. L’idea del sito mi venne nel 1997, quando scoprii che l’unica guida mondiale ai ristoranti vegetariani dell’epoca non era più aggiornata, ma l’ho messa in stand by fino al 1999, finché non decisi di aiutare una mia amica di Bangkok, May Kaidee, a promuovere il suo locale. All’epoca vivevo in India, non sapevo bene come muovermi, ma mi sono buttato. Ancora oggi facciamo affidamento sulle segnalazioni degli utenti per arricchire il database dei ristoranti, o modificare il sito in caso di informazioni non corrette. Mi piaceva il nome Mucca felice perché sottintendeva che meno mucche sarebbero finite nel piatto»

A quasi 20 anni dal lancio, HappyCow attira oltre 1 milione di visitatori al mese ed è diventato un punto di riferimento per i vegetariani e vegani di ogni latitudine. Lo staff è composto da una dozzina di collaboratori, che si occupano dei contenuti e della gestione del software. Nel 2014, HappyCow è sbarcato nelle librerie americane con l’omonimo Cookbook (edito da BenBella), una raccolta dei 45 locali che hanno ricevuto il rating più alto dagli utenti, con le ricette più rappresentative dei loro menu. ...

In ricordo di Tom

In ricordo di Tom

04/05/2017

Tom Regan, che ci ha lasciato il 17 febbraio scorso, è stato un leader mondiale dell’animalismo. Un maestro e un motivatore, illuminante e insieme convincente e persuasivo. La frase più famosa di Tom Regan è che gli animali non hanno bisogno di gabbie più grandi, bensì di gabbie vuote. In quello che possiamo considerare come una sorta di testamento politico pubblicato su Vegan Italy di maggio, ha scritto: «Tra le sfide che dobbiamo affrontare, il problema della crescita del movimento dei diritti animali, sia dal punto di vista del numero di aderenti che dell’incisività, è la più importante. Perché ciò avvenga, devono verificarsi due circostanze: la prima è «preservare» coloro che sono già attivisti, ovvero chi è già attivamente partecipe nelle campagne e nelle iniziative. La seconda è migliorare il modo in cui «reclutiamo» nuovi membri, in grande quantità. Solo così il movimento avrà una possibilità concreta di evolvere dalla considerazione «di nicchia» con cui è ancora etichettato». ...

Creare sogni

Creare sogni

02/05/2017

Talentuoso figlio di una modernità che fa della contaminazione un punto di forza inestimabile, nella sua cucina Davide Larise unisce il rigore della meccanica con l’equilibrio e la capacità di concentrazione creativa di un mosaicista, con risultati che fanno sognare. Ad esempio, può un pâté di ceci denso e saporito diventare un accompagnamento di verdure croccanti? Certo che sì! E il tutto non solo è gustosissimo, ma anche naturalmente proteico. Ingredienti per 4 persone PER IL PÂTÉ DI CECI 
- 100 g di ceci secchi
- 20 g di carote
- 20 g di sedano verde
- 20 g di cipolla
- 1 pezzo di alga Kombu
- olio extravergine di oliva
- sale e pepe PER LA SALSA DI SOIA 
- 50 g di tamari
- 1 g di kuzu in polvere PER LA SALSA  DI ACETO DI MELE 
- 50 g di aceto di mele
- 1 g di kuzu in polvere
- 4 asparagi
- 2 carciofi mammole
- 4 patate viola
- 4 cipollotti
- 2 carote olio extravergine di oliva 
- qualche foglia di silene
- qualche foglia  di tarassaco primule
- 1 pizzico di sale
  Preparazione Cuocete i ceci ammollati aggiungendo l’alga Kombu che li renderà più teneri e digeribili. Fate ridurre l’acqua in modo che i legumi possano assorbirla tutta, evitando di disperdere i principi nutritivi. A parte, cuocete in una casseruola le carote, il sedano e la cipolla e poi frullateli con i ceci. Cercate di ottenere un pâté denso, insaporendolo con olio extravergine di oliva, sale e pepe. In un pentolino portate a bollore il tamari e il kuzu alcuni minuti e fate raffreddare. Usate lo stesso metodo per legare l’aceto di mele. Pulite e tagliate i carciofi, i cipollotti e le carote e arrostiteli in padella su ogni lato. Cuocete in acqua salata gli asparagi circa 4 minuti e poi raffreddateli in acqua e ghiaccio. Arrostiteli in padella facendoli dorare in superficie. Nella stessa acqua di cottura cuocete le patate precedentemente pelate. Tagliatele, tornitele a vostro piacimento e arrostitele in padella. Componete il piatto con alcuni punti di pâté e con le verdure arrostite disposte in modo casuale e vivace. Terminate il piatto con alcune gocce di salsa di soia e di aceto di mele, qualche foglia di silene e tarassaco e qualche petalo di primula. Condite con olio extravergine di oliva e sale a piacere. ...