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Vegan Italy Blog

La mia vita gentile

La mia vita gentile

31/03/2017

Certo che ne ha fatta di strada, Alicia Silverstone: da «ragazza videoclip» degli Aerosmith, ad attrice acclamata, portavoce del veganismo e blogger di successo (passando per le campagne shock per la PETA)...
Perfetta sullo schermo, a soli 18 anni, Alicia combatteva già contro asma, insonnia, acne e stipsi: tutte conseguenze di una tipica alimentazione yankee sregolata. Poi la rivelazione: «Ero seduta vicino al mio cane. Lo guardai e gli dissi: Se trovo abominevole l’idea di mangiarti, come posso farlo con le creature come te, che hanno il tuo stesso desiderio di vivere?» Messa in secondo piano la carriera, negli ultimi anni Alicia si è concentrata sul ruolo di vegana attivista, agendo su più campi: l’alimentazione ovviamente, ma anche l’editoria e gli integratori. Perché, da navigata comunicatrice, sa quanto sia importante il buon esempio, specialmente se proviene da una celebrity.
In un’intervista al sito Food and Wine, ha dichiarato che «l’opinione pubblica sta iniziando a comprendere che il veganismo non è solo una “dieta alla moda”: pensate a Bill Clinton, che si è salvato la vita cambiando alimentazione! Sento che sta diventando sempre più diffuso nella nostra cultura, grazie agli studi scientifici, ai libri e ai documentari, ma anche ai locali che offrono menu veg in tutto il mondo, persino negli aeroporti, e che vengono frequentati pure da persone che non sono vegane ma che, quando provano questi piatti, capiscono subito quanto sono buoni, per il loro palato e la loro salute». Su Vegan Italy di Aprile la storia e le curiosità di un’icona che non si può non amare. ...

Animali in cifre

Animali in cifre

29/03/2017

I numeri ci aiutano a capire il mondo. Li usiamo per misurare e paragonare le cose. Ci permettono di spiegare cosa è successo in passato e di prevedere cosa potrebbe accadere in futuro. E sono ancora più importanti quando parliamo degli animali: quant’è grande una balena? Quant’è rumoroso il ruggito di un leone? Quanto pesano tutti gli animali del mondo messi insieme? Senza numeri, non potremmo rispondere a queste domande (e nemmeno farle)! Ecco perché Steve Jenkins ha realizzato un libro interamente dedicato alle infografiche sugli animali: Animali in cifre (Edizioni Sonda) rappresenta graficamente aneddoti e cifre sugli animali attraverso diagrammi, simboli e illustrazioni. Così li guarderemo con altri occhi e capiremo alcune delle cose strabilianti che sono in grado di fare.
I lavori di Steve Jenkins sono stati definiti stupefacenti, strabilianti, creativi, incantevoli, magistrali, straordinari, giocosi, affascinanti, chiari, efficaci, accattivanti, splendidi e istruttivi. In breve, un libro da non perdere! ...

Chiudere i battenti

Chiudere i battenti

27/03/2017

La compagnia Ringling Bros. and Barnum & Bailey, definita «il circo più crudele del mondo», ha finalmente annunciato che il 21 maggio 2017 chiuderà i battenti per sempre.
Lo storico Circo Barnum, dal nome del celebre antenato, è stato un intrattenimento amatissimo negli Stati Uniti a partire dalla metà del 1800. A determinare il fallimento imprenditoriale sono stati gli alti costi di gestione e il crollo della vendita dei biglietti. Il colpo più duro è arrivato però dagli animalisti che hanno criticato duramente l’utilizzo degli elefanti (il primo fu un esemplare asiatico di nome Jumbo nel 1882), denunciandone i maltrattamenti. Nel 2011, il circo ha accettato di pagare una multa di 270mila dollari (circa 253mila euro) al Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti per presunte violazioni della Animal Welfare Act. L’azienda non ha però mai ammesso gli illeciti, ma ha promesso di dare una formazione migliore al personale che si occupa degli animali.  
L’ultimo spettacolo che ha visto gli elefanti protagonisti, loro malgrado, è andato in scena nel maggio 2016. Dopo sono stati “liberati” in un centro di conservazione a Polk City, in Florida, Stati Uniti. Gli altri animali ancora presenti nel circo come leoni, tigri, cammelli, asini, alpaca, canguri e lama, verranno destinati ad altre aree protette. Noi li teniamo d’occhio. ...

Il lupo del bosco

Il lupo del bosco

24/03/2017

Oggi parliamo di edera, tossica per gli esseri umani, il cui uso interno è riservato esclusivamente agli specialisti. E dunque, per questa volta, niente giardino commestibile, ma curativo e decorativo sì.

Innanzitutto sfatiamo un falso mito: l’edera non si nutre della linfa degli alberi! Si serve dei loro tronchi come sostegno, però non è una pianta parassita. Il suo peso può accelerare la caduta degli alto fusti malati, ma non è di certo un killer!
Come ci racconta Annalisa Malerba, questa pianta era ben nota fin dall’antichità sia per essere velenosa, sia per l’efficacia in uso esterno. Numerose sono le testimonianze del suo impiego per lenire i dolori reumatici e attenuare il gonfiore delle articolazioni colpite da processi infiammatori.  Nel Medioevo, in cui poche erano le possibilità terapeutiche se non, per le credenze dell’epoca, far spurgare gli elementi causanti la malattia, veniva usata soprattutto in virtù del suo potere emetico, cioè in grado di far vomitare. Uno dei composti attualmente estratti dall’edera e attualmente in studio, non a caso, si è meritato il nome di «emetina».

Mi raccomando: l’uso interno dell’edera è riservato agli specialisti, non sognatevi di preparare tisane in casa con dell'edera! L'estratto secco ricavato dalle foglie è già in uso clinico per diverse malattie dell’apparato respiratorio, sia acute che croniche. Ma ci possono mettere le mani solo medici, ricercatori ed erboristi! ...

Passione di chef

Passione di chef

20/03/2017

La passione non smette mai di cercare. Può essere questo il motto di Anna Artesian, una delle più brillanti testimoni della Veg Generation chef. Nata a Bologna, madre di tre figli, laureata in economia e commercio, Anna si è avvicinata alla cucina crudista grazie a un breve corso con lo chef Mario Parmeggiani. Ha poi approfondito le sue conoscenze a Los Angeles, grazie ai corsi di Matthew Kenney, guru internazionale della cucina crudista. È la fondatrice del Botanica Lab e del Botanica Lab Cucina, il primo plant-based bistrot di Bologna. Scopriamo i suoi fantastici ravioli di spinaci con ripieno di ricotta di macadamia ed erbette. ♦ Ingredienti per 4 persone
Per la sfoglia
300 g di farina di farro 
120 ml di acqua
1 cucchiaio di olio
200 g di spinaci lessati ♦ Per il ripieno
150 g di noci macadamia
120 ml di acqua
1 cucchiaino di succo di limone
erbette di stagione timo e salvia 
aglio (facoltativo)
sale e pepe Ammollate le noci in acqua circa 1 ora, poi frullatele con l’acqua e tutti gli altri ingredienti del ripieno (l’aglio a discrezione, solo per chi lo desidera). Ottenuta una «ricotta» cremosa, lasciate riposare 1 ora. Formate una fontana con la farina, aggiungete l’acqua, l’olio e gli spinaci lessati e lavorate il tutto fino a ottenere un impasto tenero e omogeneo. Tirate con il matterello la sfoglia e tagliate con un coppapasta dei cerchi di circa 4 cm. Al centro di ogni cerchio disponete 1 cucchiaio di ripieno e richiudete formando delle mezzelune. Cuocete in abbondante acqua bollente salata finché non risaliranno in superficie, poi saltate in padella con un po’ di olio ed erbe aromatiche sminuzzate a piacere. Impiattate e spolverate di pepe. ...

Il neoliberismo insostenibile

Il neoliberismo insostenibile

14/03/2017

Economista di fama mondiale, tra le maggiori esperte nella questione della fame nel mondo, la 82enne studiosa Susan George, presidente onorario di Attac France, non cessa di battersi contro le storture insostenibili del neoliberismo e dei trattati che lo sorreggono. Le abbiamo chiesto nelle pagine di Vegan Italy che cosa le dà speranza e la motiva a continuare a impegnarsi? «La storia ha sovente dato ragione a quelli che hanno perseverato: quelli che hanno lottato contro la schiavitù, per esempio». È proprio perché i problemi perdurano e si aggravano che io continuo a lottare. La situazione peggiora, in particolare per il clima e per l’Europa.  Il neoliberalismo pervade tutto, e dappertutto appena si sente minacciato, si irrigidisce. Ad alcune persone cadono le braccia, ma io penso che sovente la storia offra buone ragioni a chi persevera: penso a chi ha lottato contro la schiavitù durante la Guerra civile negli Stati Uniti, a quelli che hanno lottato contro l’apartheid in Sudafrica… ...

Spagna delle meraviglie

Spagna delle meraviglie

10/03/2017

Tra città medievali, chiese isolate, distese di girasoli e campi coltivati, ecco a voi la Spagna più autentica, antica, segreta; piena di passione e ricca di sorprese.
Parliamo della Castiglia che sta alla Spagna come la Toscana sta all’Italia: è qui che ha avuto origine la lingua moderna (tanto che castellano ed español sono sinonimi), e sempre qui si sono sviluppate splendide città che conservano le vestigia, soprattutto medievali, del loro ricco passato. Procedendo verso ovest da Madrid in direzione del Portogallo, si incontrano castelli, monasteri, piccoli villaggi, fortificazioni, campi di girasole e montagne boscose. È la Spagna del passato, com’era prima che il turismo di massa e il mondo moderno approdassero sulle sue coste. Questa è la vera anima del Paese, una regione quasi segreta che magicamente svela le sue bellezze man mano che la si percorre.

Da viaggiatore vegan non è però un luogo facile, dato che la carne e i derivati animali sono tuttora centrali nella gastronomia locale. Tuttavia, non bisogna lasciarsi scoraggiare, mai darsi per vinti. Anche qui è possibile godere di ottime esperienze gastronomiche da abbinare alle ricche testimonianze artistiche e culturali. Lasciamoci allora tentare dalla castellana (o sopa de ajo: zuppa di aglio) una delle ricette più tipiche della gastronomia spagnola. Castigliana di origine, viene preparata in tutto il Paese. Ingredienti per 4 persone - 8 spicchi di aglio 120 g di pane secco a fette o pezzetti
- 1 cucchiaino di Pimentón de la Vera  (o di paprica dolce)
- 1,5 l di brodo vegetale
- 4 cucchiai di olio extravergine di oliva Preparazione Affettate gli spicchi di aglio e poneteli in una casseruola con l’olio.
Scaldateli senza farli dorare e metteteli da parte.
Nell’olio aromatizzato soffriggete quindi il Pimentón de la Vera.
Aggiungete il pane e soffriggetelo nell’olio speziato in modo che lo assorba.
Coprite con il brodo e unite di nuovo l’aglio. Lasciate cuocere 15 minuti e servite. ...

La rivoluzione vegetariana

La rivoluzione vegetariana

08/03/2017

Il professor Alberto Capatti ha inaugurato un importante filone di ricerca storica sul movimento vegetariano che è sempre stato trasversale: è stato adottato da gruppi conservatori, dalla borghesia moderata, da gruppi anarchici. Alla radice di tutti i movimenti vegetariani c’è la convinzione che bisogna disintossicarsi dall’industrializzazione e che sia necessario dimostrare che il mondo vegetale è in grado di dare energia adeguata, mantenere l’autocontrollo e sviluppare valori sociali diffusi.
Secondo Capatti, i vegetariani dovrebbero preoccuparsi delle loro origini: le avanguardie vegetariane nate tra Ottocento e Novecento sono il movimento culturale più profondo e in grado di determinare cambiamenti sociali epocali.

«In Inghilterra, associazioni e riviste vegetariane sono nate fin dal 1840 (The Vegetarian Messenger è la rivista della Vegetarian Society), in Francia nel 1900 in occasione dell’esposizione universale» ci dice Capatti. «In Italia nel 1905, prima a Firenze e poi a Milano, con stretti legami con Lugano. Nel nostro Paese è stato soprattutto un movimento urbano, perché nelle città si è sofferto e percepito prima il costo dell’industrializzazione mentre nelle realtà rurali le persone erano di fatto, per necessità, vegetariane e quindi non potevano tematizzare la questione. «Personalmente, ho cominciato a occuparmi, come storico, delle origini dell’Associazione Vegetariana francese negli anni ’80. Poi lo scorso anno ho avuto la fortuna di poter accedere al Fondo Braidense e, in una settimana, sono riuscito a trovare la documentazione necessaria per scrivere il mio libro». Su Vegan Italy di marzo l'intervista completa al professor Alberto Capatti. ...

Gravidanza vegan? Si può!

Gravidanza vegan? Si può!

06/03/2017

Quarta tappa del viaggio di Vegan Italy tra le mamme veg del mondo. Dopo Svezia, USA e Canada, torniamo in Europa, ad Amburgo, per conoscere Carmen Hercegfi, mamma veg esperta di nutrizione. La persona giusta per chiacchierare di alimentazione a base vegetale, soprattutto nel delicato periodo della gravidanza.

«Nel 2008 ero esaurita» confessa Carmen. «Le mie funzioni vitali erano tutte sballate e stavo davvero male. Un mio amico mi ha consigliato la lettura del libro Il miracolo del pH alcalino di Robert O. Young. Ho subito modificato la mia dieta e dopo solo una settimana senza carne, latticini e pane, il mio apparato digerente è tornato perfettamente funzionante. Tre anni dopo, ho partecipato a una conferenza del medico austriaco Ruediger Dahlke, incentrata sul suo libro Peace Food, che mi ha aperto la mente sulle questioni etiche del veganismo: da quel momento, ho rinunciato per sempre a formaggio e miele.
Molti pensano che sia da irresponsabili seguire un’alimentazione vegana in gravidanza, ma è falso. Se sto meglio seguendo una dieta a base vegetale, la stessa cosa vale per i miei figli. Mio figlio più piccolo, che ha da poco compiuto 2 anni, è un vegano «puro». Mio figlio più grande, di 12 anni, lo è a casa; quando è a scuola o con gli amici decide da solo cosa mangiare». ...

La terra di mezzo

La terra di mezzo

01/03/2017

Incastonata tra Piemonte, Francia e Svizzera, abbellita da alcune delle cime più alte d’Europa e con una qualità della vita senza pari, la Valle d’Aosta è un piccolo gioiello in grado di regalare emozioni e relax dodici mesi l’anno, anche per il viandante vegan che, per iniziare potrà essere rapito dalla dolcezza delle Flantse, tipico dolce valdostano.
La Flantse deriva dal classico pane nero ed era considerato il dolce natalizio in tempi in cui le risorse economiche erano davvero molto limitate. Durante le feste gli si dava la forma di galletti, stelle e altro per renderlo più invitante. Ecco la ricetta per farli in casa. Ingredienti per 4-5 pani - 300 g di farina integrale di frumento
- 100 g di farina di segale
- 150 g di burro di soia
- 15 g di lievito  di birra fresco
- 200 ml di latte  di soia tiepido
- 100 g di zucchero uvetta, mandorle  e noci a piacere,  tritate grossolanamente Sciogliete il lievito nel latte tiepido, fondete il burro e lavorate il tutto con le farine fino a ottenere un composto liscio e compatto.
Lasciate lievitare l’impasto 30 minuti. Aggiungete gli altri ingredienti, impastate e formate dei panetti di circa 200 g ciascuno.
Lasciate lievitare 30 minuti in luogo caldo e al riparo dalle correnti, coperti da un canovaccio, quindi cuocete 40 minuti in forno preriscaldato a 180°C. ...