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Vegan Italy Blog

Nella vecchia fattoria

Nella vecchia fattoria

27/02/2017

Nell’immaginario pubblicitario, gli allevamenti sono posti idilliaci, dove gli animali vivono felici a contatto con la natura e gli esseri umani si prendono cura di loro con affetto. Così è più facile mangiarli!
In generale, la narrativa sul consumo degli animali è talmente vasta che persino i vegani fanno fatica a confutarla; è come una cipolla: gli strati non finiscono mai.
L’inchiesta dell’attivista Robert Grillo pubblicata su Vegan Italy ci spiega come aprire gli occhi, e tenerli ben spalancati, su questa ipocrisia. Perché gli animali provano esperienze coscienti e dobbiamo diventarne i testimoni e portavoce, mettendoci nei loro panni di vittime. «Uno dei miti più difficili da sfatar» ci dice Robert Grillo «è quello per cui gli animali non avrebbero nulla da ridire sul modo in cui li trattiamo, perché fin dalla notte dei tempi abbiamo usato il loro «tacito consenso» come futile pretesto all’addomesticamento e allo sfruttamento. Ma non è mai esistita un’età dell’oro in cui gli animali venivano rispettati e trattati bene. La loro sottomissione è il risultato di secoli di violenza, torture e dominio che li hanno completamente piegati al nostro volere». ...

Vegan island

Vegan island

23/02/2017

Quando passione per il canto e l'amore per tutte le forme di vita si uniscono, il risultato è... Francesca Faro! Oggi è una delle voci italiane più interessanti dal jazz tradizionale e dello swing, con all’attivo 15 anni di concerti e collaborazioni con alcuni dei nomi più in vista del jazz italiano e non solo, fra cui Renzo Arbore, Lino Patruno, Silvia Manco, Domenico Sanna, Giorgio Cuscito, Greg, Emanuele Urso, Fabiano Pellini e Michael Supnick.
Dal debutto in un saggio scolastico al successo della trasmissione Vegan Island, Vegan Italy di marzo l’ha intervistata per scoprire la sua storia, i suoi traguardi e i suoi progetti, a ritmo di musica. Lei ricorda perfettamente quando è diventata vegana: «era il 19 marzo 2012, lo ricordo benissimo. Da tempo, seguivo su Facebook pagine dedicate agli animali: prima quelle su cani e gatti - da qualche anno avevo adottato un cane abbandonato -, poi quelle contro lo sfruttamento animale e la sperimentazione. Eravamo sotto Pasqua, vidi un filmato sulla macellazione degli agnelli: iniziai a piangere a dirotto, domandandomi come avessi potuto chiudere gli occhi per tutto quel tempo, come non mi fossi mai resa conto dell’orrore di cui anch’io ero responsabile. Passai la serata al computer, trovai un discorso dell’attivista Gary Yourofsky. Mi convinse del tutto: dovevo diventare vegana!
L’ho fatto da un giorno all’altro, senza fatica, perché ero sicura di avere fatto la scelta giusta. La presa di coscienza fu terribile, ma l’aprire gli occhi fu una delle cose migliori che potesse accadermi. Sono diventata vegana per gli animali, poi ho scoperto quanti benefici avesse anche per la mia salute e per l’ambiente». ...

Accoglienza teutonica

Accoglienza teutonica

22/02/2017

I tedeschi sono persone fredde, non sorridono mai, mangiano solo patate e würstel e indossano calzini bianchi con i sandali aperti. Nulla di tutto questo è vero (be’, forse l’ultimo punto un po’ sì), e Colonia è la città perfetta per sfatare i luoghi comuni e scoprire un popolo gentile e accogliente Chiese gotiche e romaniche si incrociano con architetture modernissime, metallo e luci a LED e fra esse locali, ristoranti e negozi dove saziarsi di prelibatezze e shopping rigorosamente vegan. Non ci credete? Ecco una zuppa vegana di würstel, crauti e patate che potrete gustarvi a Colonia oppure preparare a casa vostra. Ingredienti per 4 persone • 4 würstel vegetali (controllate che non  ci sia albume tra gli ingredienti)
• 500 g di crauti sgocciolati
• 5 patate di medie dimensioni
• 100 g di panna vegetale 
• ½ cipolla rossa
• 1 cucchiaio  di paprica dolce 
• 1 cucchiaio di semi  di cumino
• 1 cucchiaino di zenzero grattugiato
• olio extravergine di oliva (per il soffritto)
• sale a piacere Preparazione Pulite e affettate la cipolla, poi fatela rosolare in 2 cucchiai di olio. Unite i crauti e lasciate soffriggere 2-3 minuti, poi aggiungete la paprica e il cumino. Aggiungete acqua calda quanto basta a coprire i crauti e cuocete 30 minuti dal raggiungimento del bollore. Unite le patate pelate e tagliate grossolanamente. Aggiungete altra acqua, quanta ne serve per coprirle. Cuocete incoperchiato finché le patate non risultano tenere se infilzate con una forchetta. A fine cottura aggiustate di sale. Tagliate i würstel in rondelle da ½ cm e rosolateli in una padella leggermente unta di olio. Aggiungeteli alla minestra insieme alla panna. Cuocete altri 10 minuti senza coperchio, facendo evaporare il liquido in eccesso. Servite la zuppa bollente e lasciatevi avvolgere dal suo profumo! ...

Le etichette del futuro

Le etichette del futuro

21/02/2017

Quando acquistiamo un pacchetto di cracker, un barattolo di sugo o una scatola di biscotti, sappiamo davvero cosa c’è dentro? Certo, ingredienti e informazioni nutrizionali sono obbligatori, ma che siano anche chiari è tutto un altro paio di maniche. Ecco perché c’è bisogno di una «label revolution». Tanto per iniziare, la redazione USA del magazine Wired ha ipotizzato diverse nuove categorie:

  • benessere e sicurezza (per conoscere tutti quegli aspetti non strettamente correlati alla salute dell’alimento, come per esempio le condizioni di lavoro di chi lo ha prodotto);
  • ecologia (per sapere se la produzione è sostenibile a livello di inquinamento, sfruttamento dell’acqua e delle risorse del terreno...);
  • indice glicemico (come deterrente, per contrastare diabete e obesità, due delle piaghe più pericolose e diffuse nel mondo occidentale moderno).
Infine, le etichette del futuro dovrebbero indicare anche i contenuti etici di un alimento, oltre agli ingredienti, le calorie e la quantità di moto necessaria per smaltirle. ...

Agli albori del circo

Agli albori del circo

20/02/2017

Clara era una rinoceronte che nel Settecento girò tutta Europa in tour. Incantò chiunque la incontrava, nobile o plebeo, giovane o anziano. Stregò un continente intero, ma nessuno si sognò mai di chiedersi se a lei facesse piacere tutto quel viaggiare e tutta quella gente che l’osservava a bocca spalancata. Ma del resto, era solo un animale.
Dieci anni dopo la sua morte, in Inghilterra, l’ufficiale della cavalleria britannica Philip Astley ideò per la prima volta un’esibizione circense in senso moderno. Era uno spettacolo in cui, in una pista circolare in uno spazio chiuso, venivano esibiti cavalli ammaestrati. 
E mentre le esibizioni con animali più o meno esotici iniziarono a coinvolgere tutta Europa, dall’elefante in Riva agli Schiavoni a Venezia agli Orsanti dell’Appennino, di Clara e della sua vita girovaga, piano a piano nessuno si ricordò più. Sopravviveva solo in ceramiche e dipinti, a ricordare che fu lei il primo animale di un circo come lo concepiamo oggi. Speriamo di vedere presto anche l'ultimo a varcare una pista dentro un tendone.   ...

Homo vegan

Homo vegan

17/02/2017

Noam Chomsky è uno dei pilastri del pensiero contemporaneo. È noto in tutto il pianeta per i suoi contributi illuminanti su comunicazione e linguistica, ma da buon «tuttologo» ha detto la sua anche sulla questione vegana. «Se la storia dell’umanità proseguirà - cosa non così scontata - non sarei per nulla sorpreso se evolvesse verso il vegetarismo e la difesa dei diritti animali». Chomsky, pur non essendo vegetariano, è convinto della validità e della importanza della problematica dello sfruttamento animale, non solo nell’industria alimentare ma anche nella vivisezione: «Gli esperimenti sulle cavie sono atti di tortura. Né più né meno. Fino a che punto abbiamo il diritto di torturare gli animali per il nostro bene? E non è una questione irrilevante da dibattere». ...

Mangiare bene a scuola?

Mangiare bene a scuola?

15/02/2017

Carla Torti è una di quelle rare e preziose persone che uniscono etica del lavoro ed empatia; da 30 anni si occupa di alimentazione a scuola e suo unico scopo, da sempre, è il bene comune. Che visto il suo lavoro, significa il bene dei nostri figli.
«La ristorazione scolastica è un mondo con molti interessi in gioco», confessa Carla. «Chi la gestisce deve stare nei costi e soddisfare sia l’amministrazione che i genitori, sia i bambini che le ASL».
Senza contare che bisogna prima convincere i figli (specie se piccoli, specie se influenzati dai media e dai compagni) ad abbandonare i cibi «spazzatura» può rivelarsi davvero un’impresa. Tuttavia, se seguite i consigli della dottoressa Corti, sarà facile come bere un bicchier d’acqua! • Mantenete un atteggiamento tollerante; se siete troppo rigidi, finirete per ottenere l’effetto opposto. • Fate conoscere ai bambini i cibi che mettete in tavola: da dove provengono, come vengono preparati, se la loro produzione danneggia la natura e gli altri esseri viventi.  • Mangiate voi per primi i cibi che preparate per i vostri figli: l’esempio ha una grandissima valenza educativa. • Coinvolgete i bambini e fateli diventare protagonisti in cucina, nella scelta degli ingredienti e nella preparazione dei cibi, in modo che, a poco a poco, imparino ad apprezzare  e assaporare gusti nuovi. • Non eliminate definitivamente dall’alimentazione di vostro figlio un cibo che non gli è piaciuto, ma riproponeteglielo dopo un po’: i gusti dei bambini variano nel tempo, e molto spesso si tratta solo di una questione di abitudine. ...

Tanti auguri, micio!

Tanti auguri, micio!

13/02/2017

Il 17 febbraio si celebra la Giornata nazionale del gatto, e siamo sicuri che coccolerete a dovere il vostro re leoncino di casa. E se provaste anche a... interpretare i suoi comportamenti? Noi vi diamo le dritte per farlo, con le situazioni tipo più diffuse, il modo in cui le vivono i nostri amici a quattro zampe e il consiglio del veterinario per reagire al meglio. Partiamo dalla sveglia mattutina: alle 6 del mattino, il gatto gratta e vocalizza alla porta della camera del suo umano. A cosa pensa il gatto? «Eh! Oh! Svegliati, è ora d’uscire!». Il consiglio del veterinario: se non avete installato una gattaiola o il gatto non ha la possibilità di uscire, è inevitabile che si metterà a grattare o a saltare di fronte alla porta per svegliarvi.
Se volete evitarlo, non ricompensate mai i suoi comportamenti indesiderati (cioè non rispondete ai suoi vocalizzi e al suo grattare alla porta), ma anche non indugiate e procurategli uno spazio per giocare. Jean Cuvelier, laureato all’École Nationale Vétérinaire di Alfort (ENVA) e alla facoltà di medicina veterinaria di Parigi, ha creato un vero è proprio dizionario  in cui vengono decodificati i comportamenti e le situazioni della vita quotidiana «lato umano» e «lato gatto», attraverso oltre 180 parole-chiave classificate dalla A alla Z: appartamento, caduta, lettiera, miagolio, risveglio mattutino… ma anche albero, trasloco, termosifone, topo… Cosa ci vuole dire, come dobbiamo rivolgerci al nostro micio, come possiamo interpretare il comportamento tra gatti. E tutte le regole per rendere più serena la nostra convivenza. ...

Serenissima vegan

Serenissima vegan

09/02/2017

Unica e ipnotica, tappa obbligata per i turisti di tutto il mondo e potente polo di attrazione cuturale, Venezia propone un’offerta vegan in crescita, ma che ha ancora bisogno di essere sostenuta dalla spinta di un turismo più maturo e consapevole.
L'inviato di Vegan Italy Yari Prete si perde tra calli, campi, campielli, canali, rii e ponti alla scoperta di caffè, ristoranti e mercati. E ci prende poi per la gola con una ricetta degli zaeti o zaleti (o xaeti, in veneziano), tipici dolcetti veneziani che devono il loro nome alla farina di mais con cui vengono preparati.

Ingredienti per 36 biscotti    
• 340 g di farina 0 
• 340 g di farina  di mais fioretto 
• 250 g di burro di soia 
• 250 g di zucchero di canna integrale  
• 250 g di uvetta 
• 15 g di amido di mais 
• 70 ml di acqua 
• 1 pizzico di sale marino integrale 
• 5 cucchiaini di zucchero a velo vanigliato Preparazione 35 minuti (+ 30 minuti di riposo)
Mettete a bagno l’uvetta in 1 tazza di acqua calda 10 minuti. Mescolate burro, zucchero e sale. 
Sciogliete l’amido nell’acqua e versatelo nel composto mescolando bene. Aggiungete le farine e l’uvetta strizzata e mescolate fino a quando l’impasto sarà solido e uniforme. 
Lasciate riposare in frigorifero ½ ora. Accendete  il forno a 180°C.
Preparate i biscotti: formate dei rotolini con l’impasto tagliandoli a pezzi e dando loro la caratteristica forma (vedi foto). 
Cuocete in forno a 160°C 15 minuti su carta da forno, poi estraeteli dal forno e, ancora caldi, cospargeteli di zucchero a velo. ...

Una vita a costo zero

Una vita a costo zero

08/02/2017

Dal caffè al bar, al mutuo sulla casa: il denaro sembra indispensabile. Ma se invece ce lo avessero solo fatto credere? Mark Boyle, l’Uomo senza soldi, ci spiega come eliminare banconote, carte di credito & Co. per sentirci più liberi, soddisfatti e... ricchi!
Per Boyle l’umanità deve andare oltre il mito dei soldi, se vogliamo vivere un futuro a lungo termine su questo pianeta. Non solo: il suo scopo ultimo è fornirci un quadro esauriente delle alternative per soddisfare i nostri bisogni senza l’uso del denaro (o quantomeno diventandone meno dipendenti): alternative che ci consentiranno di avere un maggiore controllo sulla nostra vita e quanta più creatività possibile; di limitare il nostro impatto negativo - accrescendo quello positivo - sul resto della natura e sulla nostra comunità; di liberarci di un lavoro che non ci piace più; o semplicemente, di intraprendere un cammino di conoscenza di noi stessi prima impensabile.
Non ci credete? Su Vegan Italy di febbraio trovate alcune dritte per preparare a costo zero prodotti per la cura del corpo e della casa. È facile e divertente. E questo, se lo volete, potrebbe essere solo l’inizio!  ...

Pragmatismo vegano

Pragmatismo vegano

06/02/2017

Per salvare gli animali bisogna essere realisti Etico e pragmatico, Helmut F. Kaplan ci offre una visione estremamente lucida della situazione attuale e di quello che realisticamente sarebbe necessario fare, per il bene degli animali, del pianeta e della nostra stessa specie.

Il saggio Vegan soll keine Religion sein applica un filtro realista alla liberazione animale. Kaplan parte da tre considerazioni molto dolorose: 
• gli animali non si possono aiutare da soli; 
• gli animali non possono vendicarsi; 
• una volta liberati, privano l’umanità di una fonte di nutrizione molto ambita.  

L’obiettivo del veganismo va quindi perseguito con pragmatismo, per gradi. Inutile perdersi in gare di purezza e santità, anche perché un vegano al 100% non potrebbe prendere né auto, né moto, né aerei, e non potrebbe nemmeno calpestare i prati o avventurarsi su un sentiero dopo un temporale per paura di uccidere qualche lumaca.
Il veganismo non deve, in sintesi, diventare una religione fondamentalista. Vista la sua natura privata ed emotiva, è un passo che non può essere preteso o forzato, altrimenti rischia di essere controproducente.
Coniugando etica e relativismo, il veganismo è un obiettivo da raggiungere prima di tutto armati di senso pratico. Per il bene degli animali.

Per Kaplan c'è un altro problema, dannosissimo per il movimento di liberazione animale e che si affianca al fondamentalismo: è la tendenza a scannarsi all’interno del movimento stesso. Deve invece esistere un solo e unico possibile orientamento, un’unica possibile unità di misura della coerenza: i diritti animali.   ...

Arte & Veganismo

Arte & Veganismo

02/02/2017

Terza tappa del tour di vegan Italy tra le mamme veg nel mondo. Siamo in Canada, a Vancouver, con Maritza Oliver, una vera pioniera della letteratura vegan per ragazzi. Vegan Italy di febbraio vi racconta il suo lavoro e la sua arte, ma anche la sua filosofia di vita e, ovviamente, del suo essere mamma.
Ma come le è venuta in mente di scrivere libri per bambini a tematica vegan?
«Credo che qualsiasi forma d’arte debba avere uno scopo, e poiché da sempre il disegno e la pittura sono i miei hobby, ho pensato di unire le due passioni della mia vita - l’arte e il veganismo - per diffondere un messaggio di gentilezza e compassione in tutto il mondo. 
Mi viene naturale scrivere libri per bambini che spieghino con delicatezza, in un linguaggio appropriato alla loro età, perché le persone scelgono di diventare vegane. È più facile per me, e quale migliore accompagnamento al testo di illustrazioni vivaci, originali e colorate, per mostrare la terribile condizione degli animali torturati e uccisi per il cibo, l’abbigliamento, l’intrattenimento ecc.? Senza entrare troppo nel dettaglio però, o spaventarli».   ...