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Vegan Italy Blog

Superiority Burger

Superiority Burger

18/11/2015

E’ notizia dell’ultima ora che l'edizione Americana della rivista GQ abbia eletto il miglior burger attualmente disponibile sul pianeta. A vincere, è stato il Superiority Burger, Hambuger ammiraglio della hamburgheria newyorkese SuperiorityBurger, sulla nona strada nell’East Village. A farne decretare la vittoria, oltre all'assoluta bontà certificata da chiunque lo abbia provato, sono stati la fantastica consistenza del pane, la lattuga croccante, i sottaceti di altissima qualità, alcuni ingredienti che il proprietario e suo creatore Brooks Headley tiene rigorosamente segrete e...il fatto che per creare questo capolavoro nessun ingrediente di origine animale sia stato utilizzato! L'Hamburger più buono del mondo, infatti è Vegan! Superiority Burger offre una selezione di burger, panini e pietanze vegane, fino al gelato e al sorbetto. Se andate a sbirciare il sito ufficiale, molto minimale ed essenziale, non ci troverete nemmeno le foto dei burger per cui sono diventati famosi, ciò la dice lunga sul fatto che la qualità e il gusto non hanno bisogno di troppi orpelli, soprattutto se seguono una delle tendenze ormai inarrestabile in fatto di cibo, cioè il ricorrere alle varianti veg della cucina tradizionale. Go go go Superiority Burger!!! Ci auguriamo che altre attività simili seguano il loro esempio nella terra degli hamburger. ...

MASSON IL RIVOLUZIONARIO: GLI ANIMALI SONO MIGLIORI DI NOI.

MASSON IL RIVOLUZIONARIO: GLI ANIMALI SONO MIGLIORI DI NOI.

12/11/2015

Se Masson fosse un personaggio letterario, sarebbe Don Chischiotte della Mancia, se fosse un rivoluzionario, sarebbe Che Guevara, se fosse un Papa, sarebbe il nostro ultimo pontefice, Francesco, se fosse un Santo, ancora Francesco, il primo santo cristiano che ha colto l’unità divina del mondo e delle “creature” che vi abitano. Perché Jeffrey M. Masson è un rivoluzionario, ma di quelli incontentabili, che non si è mai fermato in nessuno dei prestigiosi ruoli che ha ricoperto: insegnante di sanscrito alla University of Toronto, non riusciva a sentire la soddisfazione dei suoi studenti, si è laureato e specialiazzato in psicanalisi fino diventare Direttore degli Archivi Freudiani. Consultando così appunti inediti di Freud, arrivò a sollevare una critica importante in seno agli stessi circoli psicanalitici tradizionali, ne scoppiò uno scandalo e Masson fu radiato dall’Associazione di Psicanalisi e dagli Archivi stessi. Non si scoraggiò ed espresse le sue critiche nei suoi libri dedicati all’argomento. Convinto definitivamente dell’insondabilità della psiche umana, decise di rivolgersi ancora una volta ad altri studi, questa volta su un argomento che da sempre gli stava a cuore: il mondo animale. Se devo vivere di qualcosa, si disse, tanto vale che lo faccia occupandomi di qualcosa che amo da sempre. Non è il primo studioso, intellettuale, didattico che si occupa dell’argomento, ovvio e per fortuna, ma Masson anche qui ha operato la sua piccola-grande rivoluzione. La stragrande maggioranza dei movimenti animalisti in tutto Mondo, per reclamare il rispetto per la vita degli animali che la Società odierna svilisce, violenza e annienta per diverse finalità, si affanna intorno all’assunto “gli animali sono come noi”, da cui ne deriverebbero uguali diritti alla vita e ad essere felici. Masson va oltre: ha letto tutto lo scibile sull’argomento rapporto uomo-animali, analizzando epoche, culture e addirittura religioni diverse, osservando  gli uni e gli altri non solo nel rapporto reciproco, interazziale per così dire, ma anche all’interno del loro stesso gruppo di appartenenza e, beh, è arrivato a poter affermare con sicurezza che gli animali non solo hanno gli stessi diritti di noi umani, ma che sono addiritura assai migliori di noi e che da loro dovremmo imparare molto, anche solo osservandoli. Lo sono, migliori di noi, per molti aspetti, ma ricordiamone solo uno, simbolico e paradigmatico quasi: «a differenza nostra non si uccidono, solo nel ventesimo secolo, abbiamo contato 200 milioni di vittime. Tra i predatori animali non si è mai verificata una sola aggressione animale con una ferocia simile a quella che l’umanità si è autoinflitta». Prendendo, infatti, a paragone le orche, il più grosso predatore nel regno animale, uno di quelli con un cervello “complesso” come quello umano, nello stesso secolo non hanno mai ucciso nessuno della propria specie. E non è l’unico esempio che si può portare a giustificazione di questa tesi, gli animali sono migliori di noi anche se consideriamo sentimenti quali l’amicizia (il cane), la sofferenza per la perdita di un amico o di un parente (gli elefanti), l’appagamento (i gatti). «Gli esseri umani, e in particolare quelli vissuti dall’industrializzazione in poi, sono la specie più violenta mai esistita. A differenza di tutti gli altri animali, non abbiamo il controllo sull’aggressività, che ci impedirebbe di autodistruggerci. Ed è per questo che dagli animali, abbiamo solo da imparare».   Masson                   Masson ha appena concluso un minitour italiano organizzato da Edizioni Sonda e Essere Animali, incontrando i suoi lettori in due date, a Bologna e a Milano, il 6 e il 7 novembre scorsi. Nella foto Jeffrey M. Masson con Sergio Marchese, attivista dell'associazione Essere animali .Ci auguriamo di rivederlo presto!   Citazioni tratte da Le bestie siamo noi, cosa possiamo imparare dagli animali sul bene e sul male, Ed. Sonda.  ...

ROSSO MAUGERI

ROSSO MAUGERI

09/11/2015

Paola Maugeri non ha bisogno di presentazioni, conosciamo la sua carriera di veejay, le sue interviste ai miti della musica italiana e internazionale e il suo impegno nella diffusione di una scelta di vita praticata in prima persona, la sua scelta di vita vegana e possibilmente a impatto zero. Rubiamo alcune battute dalla conversazione amichevole, tra conterranei  veraci si può dire, tra Paola e Leonardo Caffo che ha trascorso con lei una giornata tipo, dalla radio, passando a scuola a prendere suo figlio, in una tiepita Milano settembrina, parlando di un mondo migliore in un mondo migliore. Ecco a voi una anticipazione del loro dialogo che troverete sul numero di novembre di Vegan Italy.   Leonardo Caffo: Paola, non si può certo dire che non ci piaccia osare. Le foto che ti ha scattato Cosimo Buccolieri mi lasciano una sensazione - c’è sangue ovunque, anzi, invece no: è pomodoro. Eppure mi sembra sangue, o almeno lo richiama. Paola Maugeri: Sai, mi piace l’idea di pensare ai pomodori come una grande metafora: vedo quel rosso che scorre e penso anche io al sangue. Eppure l’unico rosso che scorre nella mia cucina è quello del pomodoro, della natura, un rosso “consentito.  L’unico cibo possibile, mi verrebbe da dire. Dai, come si può far scorrere il vero sangue? Perché dovremmo mangiare animali? Il punto è che tutti lo fanno, ma non dovrebbero. Io davvero il mangiar carne, sin da bambina, non l’ho mai capito e forse  non lo capirò mai. Insegniamo ai bambini l’amore per gli animali – pensa a tutti quei libri che riproducono il muggito per insegnare ai bambini cosa sia una mucca - e poi glieli mettiamo nel piatto: questo paradosso è davvero inaccettabile. Io non lo accetto. Quel rosso dei pomodori serve a straniare affinché la mia alimentazione consapevole possa far ragionare su quella abominevole a cui l’essere umano è praticamente assuefatto. Ricordando la mia esperienza di bambina educo mio figlio e questa è la forma che do al mio desiderio di un futuro migliore. Ad esempio, fin da piccolissima, ho sempre amato le galline e forse è da loro che ho imparato l’amore per gli animali. Così quando ho detto a mia madre che non avrei mangiato più carne, e certo all’epoca non sapevo cosa fosse il vegetarismo, mi ritrovai il mondo contro. Ero a Catania, 34 anni fa - tu lo puoi immaginare, sei siciliano come me. E chi aveva mai sentito parlare di vegetariani? Molti anni dopo fu lo stesso per il veganismo: fu solo andando a Londra e assistendo ad alcune manifestazioni pubbliche della Vegan Society che capii di esser vegana già da tempo. E poi quei pomodori sono un risposta al classico argomento, secondo il quale anche le verdure soffrono: ora non è che io neghi che anche la natura vegetale abbia delle vibrazioni, ma non possiamo non porre la questione del sistema nervoso centrale. Come si fa a paragonare la sofferenza dei mammiferi a quella delle carote o, appunto, dei pomodori? Il dolore è proprio ciò che ci rende uguali agli animali e di questo dolore, che di contraltare significa rispetto, voglio siano coscienti anche i più piccoli. Ogni creatura va rispettata, ma chi paragona un pomodoro a un maiale mente sapendo di mentire e prende in giro in un colpo solo se stesso e infiniti esseri viventi e senzienti. ...

FATE COME ISA...E MANGERETE MEGLIO!

FATE COME ISA...E MANGERETE MEGLIO!

02/11/2015

Stella in tv con il programma POST PUNK KITCHEN, il primo show americano di cucina veg, e autrice di best seller culinari, sbarca finalmente in Italia l’esplosiva ISA CHANDRA MOSKOWITZ. L’ascesa a star della tv americana e guru della cucina vegana è partita da un minuscolo appartamento di Brooklyn, New York, dove Isa muoveva i primi “piatti” con la musica a tutto volume, cucinando per la sua famiglia. Vegan Italy l’ha incontrata in occasione dell’uscita del suo libro FAI COME ISA, dove propone le sue ricette più sfiziose, e ne abbiamo approfittato per fare una chiacchierata con questa icona post punk della cucina vegana. Il suo sito, già seguito da milioni di persone in tutto il mondo, diventa nel 2003 uno show televisivo di successo, il primo programma che spiegava come cucinare vegano divertendosi. Dalla tv alla carta stampata il passo è stato breve: da Vegan with a Vengeance a Veganomic, ogni suo libro ha scalato le classifiche, tanto che per sette anni consecutivi è stata nominata migliore autrice di ricettari dal magazine VegNews. Un successo al suo punto di forza che le ha sempre dato ragione: la semplicità “Voglio mettere qualcosa in tavola, ma desidero che sia, per quanto possibile, di facile realizzazione...In passato capitava che mi rendessi la vita impossibile con ingredienti introvabili, mi complicavo la vita. Ora le mie ricette sono accessibili a tutti. Ci riesco perché tengo sempre bene a mente la gente vera, le persone nelle loro case, la sera, stanche dopo una giornata di lavoro...”

Per chi non conoscesse Isa, ecco un assaggio delle sue ricette.

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